una piccola storia di Orchestrazione da n.1 a n.10 >>>

2 Ott

| o r c h e s t r a z i o n i . la . s t o r i a |
A dire la verità non so bene cosa dire in riferimento alla notizia, che più di qualcuno mi ricordava, dei dieci anni di vita della Associazione Culturale Multimediart e del fenomeno delle “orchestrazioni” che giunge anch’esso alla ragguardevole edizione numero dieci. E’ un buon risultato? Una tappa importante? Possiamo elogiare questi artisti-organizzatori? Davvero no so. Credo però che non ci sia nulla di particolarmente eccezionale nel favorire una grande passione verso le interazioni e le comunicazioni artistiche tutte, coinvolgendo per sola affinità intellettuale-logistica centinaia e centinaia di persone.

“Una struttura aperta e alimentabile da chiunque” si diceva negli intenti costitutivi. Di fatto la vita dell’associazione è sempre stata contrassegnata da una forte volontà di autogestione di chi al momento si trovava ad operare, senza strutture gerarchiche, con serietà e metodo, ma anche con ironia e spregiudicatezza, e gran voglia di improvvisazione ed anarchia.

Ricordo, per sottolineare il tono sempre sguaiato e mai troppo formale, che le edizioni n.5 e n.6 di “orchestrazione” sono state concepite e portate avanti con incontri estivi periodici nella spiaggia de La Brussa tra me, il Tato e altri frequentatori del posto, senza l’ausilio di alcuna telefonia mobile, peraltro pochissimo diffusa all’epoca, nel lontanissimo 1994-5. E se il tempo è scandito dagli sviluppi tecnologici sempre più accelerati (oggi ci mandiamo curriculum e foto via cellulare), le “orchestrazioni” non hanno mai avuto periodicità certa, anzi hanno sempre alimentato un sorta di mito all’apparizione pubblica casuale, nel concetto del “mordi e fuggi” e del “chi c’è c’è”, tanto da configurare ogni edizione come una storia a se.

Per questo, e nel rispetto anche del concetto che ogni tanto bisogna fermarsi e guardarsi alle spalle, nelle pagine che seguono troverete l’elenco preciso di ogni artista o gruppo artistico presente nelle varie edizioni e se la memoria non gioca brutti ma inevitabili scherzi, tenterò una brevissima, personale e chiaramente molto poco scientifica microstoria di Multimediart e Orchestrazioni.

In verità la prima manifestazione organizzata da Multimediart si chiamava “Nuove orchestrazioni”, perché voleva essere chiara la matrice espositiva, come successione di eventi in cui guidare il pubblico spettatore, e chiara l’attitudine a individuare forme artistiche multimediali: una nuova unica regia, in cui coinvolgere i più diversi e sperimentali linguaggi comunicativi. L’iniziativa fu realizzata sabato sera 30 maggio 1992, nella splendida cornice della Piazza Castello a Sesto al Reghena, con un prologo tardo pomeridiano presso la Fontana di Venchiaredo dove il contesto ispirò alla lettura i poeti Lionello Fioretti e Giacomo Vit. La sera ci fu una graduale “accensione” di luci e presentazione delle opere, diapositive, teatro, fino al simpaticissimo intervento di Giacomo Verde con il suo Teleracconto e a quello pittorico “dal vivo” di Stefano Orsetti. La sera tarda, a cena, eravamo stanchi ma contenti, il pubblico era intervenuto e sembrava aver capito… certo si era divertito! Non c’era tempo da perdere.


Grazie soprattutto all’ospitalità e all’intenso lavoro di Graziano Cicuto, da subito tra i soci fondatori e punto catalizzante per tutte le attività del gruppo, la sede associativa, già individuata per i nostri incontri preliminari nella “mitica” soffitta dello stesso Graziano a Cordovado, iniziò a configurarsi come vero e proprio laboratorio di idee, di passione organizzativa, un’officina di sperimentazione e l’occasione di nuovi contatti.
“AltreOrchestrazioni” (ottobre ’92) fu denominato il secondo incontro artisti-pubblico-amici-amicidiamici-artisti in formula di “festa” ove, oltre al tavolino per le iscrizioni alla associazione, c’era la possibilità di bere, mangiare (spizzicare), bere di nuovo, rivedere delle opere ed installazioni già presenti nella prima edizione e qui ricollocate, vedere opere e performances di nuovi artisti e prenotarsi per le successive iniziative. Il mese successivo ci fu una “diaporchestazione”, serata di proiezioni e commenti in diretta, stranamente mai numerata, l’8 maggio ’93 ci fu “Orchestrazione n.3” (da qui la definizione definitiva e la progressione numerica) e il 16 ottobre ’93 ci fu “Orchestrazione n.4”. La formula della “Festa-esposizione” in soffitta riscosse sempre un notevole successo: organicamente ogni artista trovava il suo spazio e lo allestiva a piacimento, il coordinamento era riferito ai solo tempi e le modalità per le performance e alla somministrazione dei beni di sostentamento. Ad “Orchestrazioni” potevi ascoltare la presentazione dell’ultimo libro di Mirco Stefanon, come lasciarti “gratificare” da un’eccellente videoinstallazione interattiva di Renzo Cevro Vukovic (peraltro allestita nella tettoia-garage della corte interna e soggetta ad un andirivieni continuo con coda dalla sede-soffitta), potevi assistere alla performance canora di Rosanna Di Luca con BandaQ assieme a Daniela Turchetto & Roberta Canciani come lasciarti fotografare da Piermario Ciani per il suo “Vanity fair” project, potevi danzare insieme al balletto di Siriana & C. come scovare da solo le innumerevole proposte visive disseminate qua e là tra soffitta e giardino e al contempo mangiarti un panino con la porchetta.

La serata dedicata ad “Orchestrazioni n.4” fu preceduta da “Filanda Destruction”: una performance-lampo assai provocatoria nell’area dell’ex Filanda a Portogruaro, prima della sua definitiva demolizione. L’intervento condotto da un fantomatico “gruppo d’azione Multimediart” simulava con effetti di luci, fumogeni e musiche (dei romani Circus Joy, ndr) la demolizione dell’edificio industriale, su cui erano proiettate immagini storiche delle maestranze impiegate nelle lavorazioni. Il tutto durò pochi minuti, tra gruppi elettrogeni e pozzanghere non posseggo ahimè alcun elemento documentale (faccio qui pubblico appello!), pochi furono i fortunati che assistettero all’evento, le forze dell’ordine arrivarono a giochi fatti, qualcuno ne parlò anche i giorni seguenti e la Filanda fu rasa al suolo qualche mese dopo, senza lasciar memoria di se.

“Orchestrazioni n.5” è un’altra storia. Da un lato la soffitta di Graziano (che non finiremo mai di ringraziare) si rese inagibile, dall’altra la voglia di “tornare in piazza” come nella prima edizione coincise con la volontà promozionale di un giovane assessore comunale di Portogruaro. Sabato 17 settembre 1994, Calle Stretta, Via Molini e Via Pescheria furono invase da numerose installazioni, esposizioni, eventi e performance, orchestrate come in origine secondo una successione temporale, e con l’intento aggiunto di far parlare di se le giovani personalità artistiche portogruaresi. Tra le musiche di Mauro Darpin con Luigi Pellissetti, il duo cabarettistico de I Papu, i marinai Giovanni e Renata Strada, Capitan Spaccaganassas-Chiarotto, gli amici udinesi e le defezioni all’ultimo minuto, gli artisti e i gruppi presenti erano più di venti. Quella sera qualcuno riuscì anche a farsi fare “un tatuaggio in diretta” da Gaetano “Spina” Medagli e molti furono quelli che prenotarono il piatto unico su ricetta originale (del Maestro Marco, ndr) che uscì caldo caldo alle ore 23.00 dalle cucine riservate de “I Tre Scalini”.


“Orchestrazione n.6” segue la n.5 potenziandone alcuni aspetti e ampliando le giornate di happening, i soggetti coinvolti nell’organizzazione (Comune, Dipartimento Psichiatria Ussl.10, Evadamo 500 di Udine, Ubik Art di Sacile, Un Villaggio Globale di Portovecchio) e la presenza di artisti invitati, tra cui l’artista internazionale Luther Blissett, che ricorderà l’evento in uno dei suoi numerosi libri (“Totò, Peppino e la guerra psichica” per i tipi AAA edizioni ed Einaudi). La prima serata (venerdì 8 settembre 1995) si svolge presso il Centro di Salute Mentale, invadendo il giardino esterno e tutti i locali interni: un assolo di santur, musica, poesia, performance e Tai Chi Chuan. Si replica la sera successiva in Centro Storico, solita zona, ancora esposizioni, installazioni e performance: Massimo Poldelmengo proietta un filmato dal ponte di Via Roma con suggestivo rogo finale, una serie di improvvisate modelle indossa gli eccentrici copricapo di Laura Piovesan, Orsetti di nuovo dal vivo col Dj Piri, e tanti altri eventi che io stesso non ebbi modo di seguire completamente tante erano le “distrazioni” visive. Una bella fatica, confusi e felici… tanto che ci vollero due anni per rifare Orchestrazioni.


Per “Orchestrazione n.7” la formula rimase invariata, stesse sedi espositive, moltissime presenze nonostante la pioggia della prima serata (venerdi 26 settembre 1997), al Centro Salute Mentale riapre anche il “servizio ristorazione”, ma si può anche sgranocchiare “bagigi” nella video installazione di Komadina-Anzolin. La sera successiva di nuovo in Piazza, ancora teatro e musica, le aree espositive si allargano fino all’interno di una vetrina in Via Martiri ove il gruppo Brosolo-De Roia-Michelutti mette in scena Pheeneh.

Passano altri due anni, grazie all’aiuto di Cristiano Padovese, si torna a pensare ad Orchestrazione, la n.8. Messe in campo le forze organizzative, si decide per una unica serata ed un unico ambito espositivo (la nuova Piazzetta Duomo), circoscrivendo le presenze a soli artisti del portogruarese. Venerdì 24 settembre 1999 torna in gioco “Orchestrazione”, molti gli eventi-spettacoli che ruotano tutti attorno ad un piccolo palco allestito (concerto di tablas, danze, musiche messicane, le chitarre di Benvenuto-Buoso, Video proiezioni e rumorismi in diretta).


“Orchestrazione n.9” è già cosa recente, si pensò di farla perché ricorreva ormai questa cadenza biennale e mentre la base organizzativa si allargava con nuovi adepti, per la prima volta si “occuparono” gli spazi della Galleria Comunale d’arte contemporanea “Ai Molini”: unica serata (20 ottobre 2001) tante opere esposte, installazioni e il mulino secondo adibito a palco-platea per le performance musicali e teatrali. Chi leggerà queste pagine, probabilmente avrà visto “Orchestrazione n.10”, e pertanto nulla si dirà intorno ad essa, al di là del fatto di aver scardinato quel vago senso di periodicità che stava acquisendo questa manifestazione. Per “Orchestrazioni n.11” già si può dire che non si sa se ci sarà, e se ci sarà non si sa dove, come e quando. Idem per Multimediart, ma niente paura, multimediartisti si è dentro e tali si rimane. E per finire, vista la strana assonanza musicale del nome (orchestrazione, orchestrazione, orchestrazione!) auguro a t… tti un … b…on ascolto, e … no… non vi s… ento bene… non c’è… c…mpo… E’ caduta la linea.


Marco Pasian x Multimediart.

Testo tratto dal catalogo di Orchestrazione n.10

(Foto 1, Gabriele Giavedoni e Giacomo Verde, dopo Orchestrazioni n.1) >>>
(Foto 2, Gruppo teatrale Les Voleurs, Orchestrazione n.1) >>>
(Foto 3, Erica e Barbara, Orchestrazione n.6) >>>
(Foto 4, Nada e Mirco davanti un’opera di Alessandra Ghirardelli, Orchestrazione n.7) >>>
(Foto 5, Interno Mulino primo, Orchestrazione n.9)

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