simon_ostan

Non si tratta più di fare tabula rasa, di creare a partire da una materia vergine, ma di trovare il modo di inserirsi negli innumerevoli flussi di produzione. La questione artistica (ma anche sociale) non si pone più nei termini di un “Che fare di nuovo?”, ma piuttosto di “Cosa fare con quello che ci ritroviamo?”. In altre parole, come possiamo fare per produrre singolarità e significato a cominciare da questa massa caotica e variegata di persone, interessi ed equilibri che costituiscono il nostro quotidiano? Oggi gli artisti programmano le forme più che comporle. Invece di trasfigurare un elemento crudo (la tela bianca, l’argilla…) ricombinano forme e prodotti già disponibili utilizzandone le informazioni per ricreare un mondo diverso. SoS