Archivio | settembre, 2015

19 Set

barchetta111

La partenza

«s.f. – Atto o momento del partire». I dizionari non dicono niente. Partenza da, partenza per. Pronti, partenza, via: ma siamo pronti? qual è la via? Punto di partenza, «(fig.) origine, principio»; Ulisse parte da Troia, la guerra è vinta, comincia la civiltà occidentale, nella mia fine è il mio principio. Chi parte e perché? Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria diretta lungo la linea che le congiunge. C’è una linea immaginaria tra Bodrum e Kos, una linea che scavalca un ostacolo tutt’altro che immaginario: partire è un capo, arrivare è l’altro. «Lat. *adripāre ‘portare, giungere a riva’». Partire (letterario) vuol dire fare a mezzo, concedere un pezzo a ciascuno: nessuno giunge a riva se non si compartisce. La terra, la forma, l’immagine, la parola. Facciamo le valigie, qui non possiamo stare. Partire è un po’ morire. De venere e de marte / no se sposa, no se parte / e no se dà principio al arte. Marte, giù le lancia. Venere, dammi un bacio: saluto tutti e me ne vado. Nel bagaglio solo un foglio ancora bianco: da piegare, stropicciare, scarabocchiare; affidare al vento, alle onde. Lasciamo che i giudici chiamino la falsa partenza. Noi siamo veri. Noi partiamo: in quarta, per la tangente, non importa. La strada nasce dove i piedi calpestano. Dopo il fischio di inizio, è partita aperta. Pronti? via.